Il motore elettrico

Un kit leggero e adatto per qualsiasi tender

Una soluzione per evitare il motore a scoppio e trovare un propulsore leggero e poco ingombrante è stata l’acquisto di un piccolo motore elettrico abbinato ad una batteria con custodia auto costruita.

Il motore è il Watersnake ASP T24. Il produttore inglese fornisce anche un modello più piccolo e altre versioni più potenti ma anche più pesanti. Il T24 con soli 2,2kg di peso riesce a muovere brillantemente il nostro Zodiac di 2 metri e ci è sembrata una ottima scelta.

Esistono vari motori elettrici in commercio ma questo è uno dei pochi a basso costo garantito per l’uso in acqua di mare e dal peso veramente contenuto. Per raggiungere questi risultati il motore è ridotto all’essenziale, il piede è in acciaio inox, la barra è a scomparsa e non esiste il variatore di velocità. Due deviatori servono uno per marcia avanti e dietro e il secondo per le due velocità possibili.

   

La morsa è in plastica ma è ben dimensionata, robusta ed ha il fermo (il pomello rosso in foto) per l’alzo del motore in più posizioni. Unica nota dolente è che le viti dei due morsetti non sono inox quindi sarà sicuramente necessario proteggerli dalla salsedine con del grasso al silicone.

Acquistato a settembre 2018 per € 160 a questo link , al momento che scrivo (gennaio 2019) viene offerto a soli € 128. Accertatevi solo che non sia il modello T18 meno potente.

Visto il finire di stagione l’ho voluto provare subito con le batterie collegate in modo provvisorio. In seguito ho costruito un adeguato porta batterie con variatore descritto sotto.

Calcolando che il tender viene usato per piccoli spostamenti in genere dalla barca all’ancora verso la spiaggia adiacente o per brevi sopralluoghi della zona, una autonomia di 40 minuti sarebbe stata più che sufficiente, collegare quindi una pesante batteria da auto sarebbe stato eccessivo.

Ho scelto quindi due batterie normalmente usate per i gruppi di continuità, bici elettriche e monopattini da 12Ah l’una (non quelle standard da 7,2Ah o da 9Ah). Anche queste si trovano on-line altrimenti scrivetemi e ve le posso fornire io.

La capacità disponibile totale è quindi di 24Ah, ovvero la metà di quella fornita da una batteria per auto standard da 48Ah ma con un peso dimezzato. Dai test è risultata una autonomia in acqua calma di circa 2 ore e, al rientro, le batterie fornivano ancora energia. La velocità si è mantenuta su 1,5 nodi quindi risulta la capacità di arrivare e rientrare raggiungendo un punto distante oltre 1,5 miglia !

Il calcolo teorico con i dati di targa del motore indicherebbero un consumo massimo di 9A a 12Volt e, considerato che un ciclo di scarica non può scaricare completamente la batteria, indicativamente in un ora potremmo estrarre massimo il 20% dei 24A ovvero 4,8A. L’autonomia al regime massimo sarebbe quindi di 30 minuti.

In realtà tutto dipende dal peso del tender e dallo sforzo che il motore deve compiere. Gli Ampere erogati (e quindi la potenza) durante i test sono rimasti nettamente sotto quanto dichiarato per il basso attrito del nostro tender e per la totale assenza di onda.

Passato positivamente il test di autonomia e spinta, si è resa necessaria la costruzione di un involucro per le batterie resistente all’acqua e con alcuni controlli annessi. Il regolatore di velocità lo reputo indispensabile in quanto la sola scelta delle due velocità imposte dal deviatore meccanico non è affatto comoda soprattutto in manovra quando lo stacco da zero a uno o due è troppo netto.

Questo è il risultato finale appena costruito:

   

Il kit così composto è impermeabile all’acqua proveniente da sopra e può essere immerso fino al coperchio. Fornisce una tensione variabile da zero a 12v tramite un variatore e fornisce indicazione della tensione e della corrente assorbita in tempo reale tramite un voltmetro / amperometro. Ha inoltre una presa di ricarica per poter essere connesso ad un cavo a sua volta collegato in parallelo al pacco batterie servizi da 200Ah presenti in barca. Non sarebbe possibile collegare una sorgente di ricarica direttamente agli elettrodi a cui si connette il motore in quanto c’è di mezzo la strumentazione che non gradirebbe molto una inversione di flusso di corrente senza danneggiarsi.

Qui sotto le fasi costruttive in cui le due batterie sono state contrapposte e messe in parallelo. Al positivo è stato connesso un porta fusibile da 30A per prevenire eventuali corto circuiti e i contatti sono stati saldati. Le batterie sono state inserite in una vaschetta di polistirolo ed intorno è stato dimensionato del normale compensato da 8mm acquistato al Brico verniciato prima con impregnante e poi con tre mani di flatting per renderlo impermeabile.

I cavi usati sono di due sezioni, una più grossa per la linea principale batteria/motore e una sottile fornita con gli apparati per la linea dedicata ai comandi e strumenti.

 

In rosso abbiamo i Volt (12,5) e in blu gli Ampere (1,4) assorbiti nell’istante in foto, a vuoto con il motore che gira fuori dall’acqua.

Materiale utilizzato:

  • Compensato classico 1mq: ~ € 8
  • 2 Batterie al piombo o AGM 12V / 12Ah: ~ € 80
  • Regolatore di velocità KKmoon 40A a 12V: € 12
  • Volmetro Amperometro digitale Aihasd con shunt: ~ € 10

Totale € 110

All’interno dei manuali qui sotto riguardanti il materiale elencato trovate anche le indicazioni per acquistare i prodotti e le connessioni elettriche effettuate:

Elica di ricambio

L’elica di ricambio va acquistata in quanto, pur avendo la pinna metallica di protezione, è di materiale plastico ed è molto delicata.

Non trovando a prezzi ragionevoli l’elica originale per il T24 in foto:

ho acquistato quella originale dedicata alle versioni più potenti:

Watersnake due lame di ricambio Electric Trolling Motor elica che trovate qui a circa € 16

Sembrano uguali ma in realtà questa ha due pale molto più ampie e, purtroppo, un foro di attacco differente.

Comunque nessun problema, basta procurarsi una bella rondella di metallo da applicare sul mozzo, un piccolo lamierino in ottone per fare da spessore al perno e si risolve il problema.

Questo modello, muovendo più acqua, su battelli leggeri può incrementare anche di oltre mezzo nodo la velocità ma, forzando maggiormente, aumenta il consumo di energia della batteria. Il test con l’elica maggiorata ha scaricato completamente le batterie in poco più di un ora di navigazione.

Vista l’estrema facilità con cui si smonta l’elica, si può scegliere volta per volta quale elica usare in quanto ha dei pro e dei contro:

Pro:

  • Maggiore velocità in assenza di onda
  • Totale silenziosità girando più lentamente

Contro:

  • Maggiore consumo di energia
  • Maggiore rischio d rottura sul fondale non essendo protetta dalla pinna

Mio consiglio: Se trovate l’elica del T24 acquistate quella come elica di rispetto. Questa più grande può essere un simpatico test per “elaborare” il motore specialmente se montato su un leggerissimo Kayak altrimenti non ha una resa così evidente. Mica per nulla il costruttore ha dimensionato una elica piccola. 😉

Questa foto è un poco “infelice” visto il casino che c’è intorno ma al momento è l’unica che ho in barca mentre è connessa al regolatore di carica, in seguito la aggiornerò. E’ connessa al regolatore solo per questione di comodità essendo sotto la scaletta di accesso, ma in realtà, come si vede in foto, è connessa alle batterie in parallelo e non ai pannelli solari.

In questo modo può fare anche da “polmone” aggiuntivo affiancandosi alle due batterie principali in caso di necessità per un totale di 228Ah.

Non essendo una batteria gemella alle batterie servizi, consiglio di lasciarla connessa solo per la carica e, una volta carica, scollegarla oppure testare la differenza di tensione raggiunta tra i due kit in quanto potrebbe verificarsi il caso in cui le batterie principali arrivino a una tensione a pieno carico più elevata di questa portatile e quindi continuino a scaricarsi su di essa.

Video del test in acqua e costruzione pacco batterie: