Croazia 2015

Partenza da Grado il 2 luglio 2015 - rientro il 31 luglio 2015
Sakarun

Dugi Otok – baia di Sakarun – nostra ottava tappa

 

Inverno 2014 a trasformare, potenziare, elaborare e rifinire la barca per dotarla di tutto quanto possa servire per una navigazione in mare sicura e confortevole. Una primavera a testare tutto quanto applicato nei mesi precedenti.

Partiamo con l’intento di avere una autonomia totale ed essere completamente indipendenti, evitare il disturbo e la distrazione del dover pensare alla ricerca di rifornimenti, vettovaglie e altro, cercare solo il relax in una vacanza in movimento.

La ricerca di una autonomia dal mondo, la possibilità di pensare solo a godersi appieno delle emozioni che il posto ti regala, instaurare un dialogo indisturbato con l’ambiente, la barca, la natura…. l’equipaggio.

Qui la pianificazione della crociera aggiornata giorno per giorno. Fissato il giorno di partenza, le tappe successive sono state dettate dal meteo e dalla voglia di fermarsi più o meno in un luogo.

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Codice QR

pianificazione2015

Rispetto alla pianificazione originale che trovate qui, impostata prima della partenza, le variazioni sono state minime.

L’obbiettivo è di spostarsi a sud rapidamente per goderci meglio la Dalmazia e le sue bellissime isole.

Mappa viaggio

Una piccola guida in pdf sul nostro itinerario fatta da tenere a bordo. E’ quello pianificato in origine che è stato variato pochissimo in corso di navigazione. Confermiamo quindi tutto quanto c’è indicato.

Croazia 2015 Vacanza in Croazia – Kairos 2015

La guida è basata su due testi fondamentali da cui abbiamo estratto numerose informazioni. Per un veloce accesso, nella guida abbiamo inserito le pagine di riferimento delle località proposte.

The best adriatic anchorages per gli ancoraggi in rada e il portolano 777 per indicazioni sui ridossi, marine e attrezzature costiere.

anchorages        777

Via SMS è stata aggiornata la posizione attuale tutti i giorni… seguiteci su Youposition.

Tramite OpenCPN (software di navigazione gratuito) abbiamo tracciato quasi tutti gli spostamenti reali potendo così verificare quanto mare abbiamo percorso e in che modo. Le percorrenze indicate in seguito sono quelle reali registrate dal navigatore.

Per stare dentro nei 2100kg di peso trainato (2000+5% di tolleranza) abbiamo caricato tutto nel furgone, timone, motore, randa, bagagli, viveri, accessori. Dai calcoli fatti il traino era sui 2050kg. Al rientro con qualche particolare lasciato in barca verificheremo alla pesa di Vestone (BS) che i calcoli erano esatti. 2080kg !

Prima della partenza tutto le borse e il materiale era state pesate meticolosamente, abbiamo calcolato un carico trasferito sulla barca di circa 400 kg prima del varo e di 720 kg totali, con acqua, benzina e noi compresi.

Per organizzare una rapida disposizione del materiale, tutta la barca è stata suddivisa in settori in base ai gavoni e alle zone di stivaggio. Abbiamo poi  preparato i borsoni sul furgone con quanto doveva essere stivato in ognuna delle zone. Tutte le borse e quanto è stato caricato è stato pesato su una normale bilancia pesa persone.

Per darvi l’idea della meticolosità, che si è dimostrata vincente per un mese di vacanza, allego una parte della tabella in cui è rappresentato lo scafo con tutti i settori e i relativi contenuti con i pesi. Un lavoro preciso che ora ci ritroviamo già pronto per i prossimi anni. Manca il descrittivo dei “kit” che altro non sono che scatole trasparenti o contenitori che sono stati inseriti in barca tali e quali.

elencocarico

*** SI PARTE ***

02 luglio 2015 – da Marina di Primero a Umag Marina – 17M – sereno – vento 6kn SO – mare calmo

Partenza da Ponte Caffaro all’1.30, arrivo a Marina di Primero alle 6.40 dopo un viaggio notturno tranquillo. La telecamera per parcheggi acquistata per l’occasione ha funzionate benone. Piazzata sulla tuga e alimentata dalla barca a 12v inquadrava il retro mentre in auto su un piccolo display wireless a colori potevamo vedere chi ci seguiva.

Dalle 6.40 alle 8.30, appena fuori dalla marina, ripristiniamo tutto quanto lasciando nel furgone tranne l’acqua in bottiglia (84 litri in 42 bottiglie in plastica) e il tender.

Alle 10.30 il gigantesco travel lift da 20t preleva Kairós

Kairos sul travel liftKairós sospeso sul travel lift

Paghiamo 80 Euro per il varo al posto dei 50 necessari per la gru, ma la precisione millimetrica di questo bestione vale del tutto la differenza soprattutto nell’alaggio dove la posa sul carrello sarà perfetta.

Tutti gentilissimi, ci concedono di stare ormeggiati in marina fino alle 14. Carichiamo le bottiglie e quanto era rimasto nel furgone, riempiamo il serbatoio da 140 litri, le due taniche da 20, le due doccette solari da 20. Prepariamo il tender. Beviamo qualcosa al bar della marina. Alle 13.45 leviamo gli ormeggi !

Dopo 20 minuti di navigazione ci ricordiamo di aver lasciato in cantiere il trapezio e paranco necessari per alberare, erano da rimettere nel furgone !. Chiamiamo subito il sig. Piero che lo aveva già trovato e messo da parte. Lo ritroveremo al suo posto al rientro dopo un mese. Servizio impeccabile.
I primi ringraziamenti vanno quindi alla Marina Primero di Grado e in particolar modo alla gentilissima Sarah della reception, a Piero capo cantiere estremamente professionale e ai suoi gentili colleghi che ci hanno assistito per quanto necessario sia all’andata che al rientro. La promessa è sicuramente un arrivederci al prossimo anno.

Primero-Umag

In rotta verso Umag

Arrivo in prossimità del porto di Umag, accendiamo il motore, ammainiamo le vele, passiamo a sud del punto di pericolo basso di fondale segnalato iala e il motore, quasi al minimo, si spegne improvvisamente. Nulla valgono i tentativi di rimetterlo in moto, il vento ci spinge esattamente nella zona di secca, sfioriamo il fondale di scogli con il timone, lo passiamo e, in zona sicura butto l’ancora. Dopo circa 20 min di verifiche e tentativi mi rassegno a chiamare via radio sul canale 17 la marina per venirci a prendere. Forse la pausa della chiamata serve al nostro Selva per riprendersi e miracolosamente parte. Leviamo l’ancora mentre il gommone di soccorso stava arrivando e ormeggiamo in dogana da soli. Il bellissimo OpenCPN sul notebook registra tutto…

stopumag

A quel punto iniziamo ad avere forti dubbi su questo nuovo motore e riappaiono gli  incubi delle vecchie battute sui motori Selva indicati come “sel’và”. Comunque tutto ok, fortunatamente il meccanico interpellato dal marina non era disponibile subito e, francamente, considerata la garanzia del motore e la battuta “provo a vedere che cosa ha, altrimenti chiamo il mio amico..” mi lasciava molto perplesso sulla qualità dell’ ipotetico intervento.

La mattina successiva, ore 7.30 faccio ripartire il motore che parte quasi subito e per oltre 20 minuti rimane a girare con un minimo perfetto. Nel frattempo il meccanico non interviene e quindi annulliamo la “riparazione”.

In seguito il motore si “slegherà” da solo e andrà sempre meglio con il passare del tempo. Probabilmente il rodaggio doveva compiersi e la meccanica doveva assestarsi. Altra indicazione su una possibile irregolarità del minimo e tendenza a spegnersi è di disinserire l’alternatore dalla carica della batteria specialmente se la batteria è giù di tono e quindi l’alternatore è maggiormente sollecitato.

Da prove fatte, al minimo, scollegando l’alternatore, il motore recupera giri e regolarità.

Il nostro Selva si dimostrerà in seguito silenziosissimo e con consumi ridottissimi. Il detto “sel’và” è da dimenticare. Il motore è perfetto.

Qualche dato:

  1. Si passa dalla capitaneria di porto con i documenti, viene stilata la lista passeggeri. Nota: non presentarsi a torso nudo allo sportello, una addetta al rientro ha chiesto che indossassimo la maglia (lo sportello era all’aperto in marina e sinceramente non pensavo servisse).
  2. Si passa in dogana allo sportello a fianco dove controllano i dati della barca, assicurazione, dati del motore. Rilasciano il permesso di soggiorno che, unitamente alla tassa di manutenzione dei fari e delle spiagge ci costa € 91 per 30 giorni di permanenza. Non viene più rilasciata la “vignetta” da incollare sulla barca ma solo la ricevuta di pagamento che dovrà essere esibita negli eventuali controlli (noi ne riceveremo due dalla guardia costiera, entrambi in baia a Carigador, gentilissimi, tutto ok.)
  3. La marina di Umag: luogo piuttosto triste e decadente. I servizi igienici, se pur belli e puliti, sono lontanissimi. Non esiste un market ma solo un pessimo negozio nautico e un bar. In compenso costa relativamente poco. € 35 per la notte con elettricità e acqua. Consigliamo il solo passaggio in dogana per poi ormeggiare a sud.

Telefonia ed internet: Prima della partenza andiamo alle poste di Umag (circa 1km a piedi) situato dalla parte opposta del porto e acquistiamo un router adsl con sim della VIP. VIP ha una ottima copertura, il pacchetto, offerto al prezzo di 299 HRK (39 €), comprende il modem wireless ZTE MF83M e una SIM prepagata da 20 HRK. La SIM, fornita con la tariffa base internet giornaliera già attivata, ha credito sufficiente per 2 giorni di connessione illimitata, poi si ricarica per una spesa di 1,30 € al giorno.

Un triste paragone con la nostra “misera Italia dei valori”, lo propone Wind che offre l’identico router con un credito di “ben” 1 € aggiunto a € 79.90 qui

Questa è la pagina di VIP con l’offerta € 39: http://www.vipnet.hr/tourist-offer/ita/sim-card-modem. In barca a 2 miglia dalla costa di Losinj abbiamo misurato 10 mega in download e 1 in upload, le ricariche le facevamo sul sito via internet ma era possibile anche in qualsiasi punto vendita di telefonia. Abbiamo avuto zone d’ombra solo a Oruda e zone limitrofe (a 5 miglia dalla costa).

Di Umag marina non mostriamo nulla perché nulla ci ha offerto.

03 luglio 2015 – da Umag a baia di Carigador (alla fonda in 7 mt) – 5.70Miglia – quasi sereno – vento 4kn NO a calare – mare calmo

Causa giro a Umag a piedi per la telefonia, verifica motore e varie, partiamo alle 13.30 per un breve tragitto. Siamo ancora in fase di “test” sia per il motore che per il resto.

Il motore migliorerà sempre più nei giorni a seguire senza darci più particolari problemi. Unica modifica di sicurezza, alzo un poco il minimo per evitare spegnimenti inopportuni in fase di accosto o ormeggio.

Carigador è una grande baia, ancoriamo in 7mt al centro. Il mare non è ancora quello che cerco, avvisto qualche medusa, è comunque un buon sito vicino a Umag. Apro un Chardonnay fresco come aperitivo, ci rilassiamo per il primo barbecue. Il frigo bello pieno va a meraviglia.

Aperitivo a Carigador

Tramonto a Carigador

Tramonto a Carigador

Mentre grigliamo, ci fa la prima visita la “policia”, la guardia costiera. Rapidi ma gentili, controllano se abbiamo i documenti in regola e la ricevuta dei pagamenti fatti in dogana. In pochi minuti controllano tutte le barche in baia.

In seguito avrò modo di apprezzare il valore dei 91 Euro pagati e capire che sono stati ampiamente reinvestiti senza finire in tasca di politici corrotti. Bastano poche settimane in questo stato per capire quanto l’Italia sia rimasta indietro.

04 luglio 2015 – da baia di Carigador a baia di Kritz (alla fonda in 6 mt) 18M – sereno – vento 4/5kn NO – mare calmo

Ore 5.37, l'alba.

Ore 5.37, l’alba.

Sveglia alle 5.20… naturale.

Iniziamo a seguire il ciclo del sole. Ci verrà spontaneo in questa vacanza “pura” dove il rapporto con il mare e la natura non lascerà nessuno spazio a tv, locali, discoteche, bar o altre distrazioni..

La sveglia era alle 6 ma le luci dell’alba mi invitano ad uscire. Colazione, lavaggio stoviglie della bella serata precedente e alle 8… si salpa.

Ancora nulla da rilevare, è solo un trasferimento verso le mete più interessanti. Pianificate 16.3M ne risultano poche di più. Il vento quasi nullo ci fa percorrere le 18 miglia in 9 ore, rigorosamente a vela. Due nodi di media, tranquilli a prendere il sole, provo a pescare alla traina. Ovviamente non prendo nulla…

Arriviamo a Kriz, bella baia, l’acqua inizia a dire la sua. Contiamo ben 32 barche alla fonda ma non siamo come in spiaggia ammassati con bambini e schiamazzi, siamo in 33 ma la quiete è totale. C’è spazio e vita per tutti.

Sveti Kriz

05 luglio 2015 da baia di Kritz a Portic (alla fonda in 7 mt) 30M – sereno – vento 5kn – 15kn NO – mare calmo

Ore 5.20. Mi basta una occhiata in giro per capire un “light motive” di tutta la vacanza: Saremo sempre i più piccoli, potenzialmente i più lenti e gli unici con un fuoribordo:

Alba a Kriz

Oltre 40 piedi…

con 30 miglia pianificate senza vento decidiamo di partire subito. Lasciamo tutto disarmato, randa bloccata al centro, tavolo in pozzetto e via.

Si parte da Kriz

Con il motore quasi al minimo facciamo 2,5 nodi. Il mare è calmo, la colazione in pozzetto si impone.

Colazione a Kriz

Il fornello a gas lo useremo pochissimo a vantaggio di quello ad alcool. Saranno comunque una ottima scelta e serviranno entrambi.

Ore 7.30, Hotel Istra – Red Island – appena passato Rovinj:

Red Island - Rovinj

Passiamo di fronte al camping Polari, stupenda meta delle nostre ultime vacanze

kairosnavi

e proseguiamo. Alle 18 avvistiamo il faro di Porer: siamo in fondo all’Istria.

Faro di Porer

Arriviamo alla baia di Portic, si getta l’ancora. Ore 21 spaghetti allo scoglio sotto il tendalino. Sugo in padella sul fornello a gas, spaghetti in pentola in quello ad alcool. Un bel Verduzzo di accompagnamento. Non pubblico nulla a riguardo, non ho foto decenti, dopo 30 miglia abbiamo pensato a mangiare…

06 luglio 2015 – Portic – baia di Maracol (gavitello) 25M – sereno – vento 5kn NO – mare calmo

Ore 5.10 l’alba è qualcosa di meraviglioso, entriamo sempre più in sintonia con ciò che ci circonda….

Alba a PorticPortic al mattino

Nel preparare la colazione, mi ispira la presentazione del nostro “kit caffè”.

Kit caffè

Il fornello inox l’ho recuperato da un vecchio fornello a gas ormai in disuso da decenni. Ho levato il bruciatore a gas ormai corroso e sostituito con un bruciatore ad alcool auto costruito con due semplici lattine (su internet si trovano tantissime istruzioni a riguardo, a questo link spiegano bene tutto). Il pomello è puramente estetico, il telaio inox, eterno, basculante e con i ferma pentola si è dimostrato ottimo anche in caso di rollio. Il bruciatore con 50cl di alcool mi faceva bollire anche l’acqua per la pasta. Qui sotto invece il Tè è quasi pronto…

Bruciatore ad alcool

Alle 8 la baia ha quest’aspetto:

Baia di Portic

e al primo accenno di brezza leviamo l’ancora

Portic ore 8.10

era tempo di salpare, la traversata del Quarnaro ci attendeva e il bello doveva ancora arrivare. In mezzo al golfo proveremo a issare il gennaker, la velocità aumenta di oltre un nodo ma il vento quasi al traverso ci obbligherà a desistere.

Arriviamo a Maracol alle 18.30 circa e prendiamo per la prima volta un gavitello. Prezzo 98kn (~ 13€ con ritiro della spazzatura). Ci risulta comodo il ritiro della spazzatura. Evitando l’utilizzo di piatti e bicchieri in plastica non si accumulano molti residui ma, un sacco comunque l’abbiamo consegnato.

Maracol 2015

Preparativi per il barbecue

Preparativi per il barbecue

Maracol

Il tramonto a Maracol

Baia affollatissima, più stretta di Portic e con i gavitelli abbastanza vicini, non mi ha entusiasmato se non per l’invidiabile cenetta serale.

07 luglio 2015 – da baia di Maracol a baia di Parzine con sosta a Balvanida (alla fonda) 20M – sereno – vento 4kn SSO – mare calmo

maracol-parzine

Sveglia ore 5.20 bella e spontanea. Preparo la colazione e, ancora un poco “dormiente”, alle 6.30 arriva il mio equipaggio…:

Colazione a Maracol

Ci spostiamo fuori dalla baia e prima di partire, lavo la griglia in mare oltre a fare un “prelavaggio” delle stoviglie. Pulire le stoviglie in mare ci permetterà di risparmiare acqua e non sporcare le tubazioni. In acqua dolce verranno poi sgrassate e sciacquate molto più velocemente con meno detersivo e meno acqua.

Pulizia griglia

Pulizia griglia…

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Prima di arrivare a Balvanida, diamo uno sguardo alla baia precedente di Krivica. Bellissima e riparata ma troppo piena per fare un bel bagno. Vale qualche foto ma non ci fermiamo.

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baia di Krivica

Balvanida, più esposta e meno indicata per una notte, è valida però per una sosta e una nuotata. Molliamo l’ancora e una cima a terra. Lasciamo tutto l’armo in modo “posticcio” e ci gettiamo in acqua.

Balvanida

Balvanida

Balvanida

Da qui in poi l’acqua sarà sempre perfettamente limpida e pulita.

Grotta Balvanida

La piccola grotta di Balvanida

Grotta Balvanida

Dentro la grotta

Balvanida

I colori della grotta, c’è un nido con i piccoli.. chi lo vede ?

Lasciando Balvanida, la meta del programma originale era Ilovik ma, durante l’avvicinamento avvistiamo una foresta di alberi a vela che ci induce a cambiare rapidamente programma. Evitiamo Ilovik e andiamo a sud dell’isola: Parzine.

Scelta azzeccata, una deserta spiaggia sabbiosa fa da contorno ad una baia molto tranquilla e poco frequentata.

Parzine

Parzine

Il fondale rimane bassissimo anche al largo. Nel punto dove ancoriamo siamo in meno di 2 metri d’acqua e per sicurezza alziamo a metà il timone.

Parzine

Parzine underwater

Timone e deriva

ParzineTramonto a Parzine

08 luglio 2015 – da baia di Parzine a  Mavrela (alla fonda in 6 mt) 30M – sereno – vento 20kn SE – mare F3

Il vento fa il suo ingresso nella nostra vacanza e lo fa nel peggiore dei modi, opposto alla nostra rotta. Meno di 15 miglia diventeranno 30 ma li faremo comunque tutti a vela. Impegnativi ma molto belli.

Ecco la traccia in viola rispetto al percorso previsto:

parzinemavrela2

La baia all’alba ore 6.00 si presenta così:

Griparica ore 6

Il vento si fa già teso alle prime ore del mattino. Il mare non è minaccioso, il meteo non segnala nulla di particolare quindi decidiamo di partire.

Preparo subito una cima di sicurezza che scorre da poppa a prua a cui agganciamo i moschettoni dei nostri giubbetti auto-gonfianti. Meglio non rischiare di volare in acqua per una banalità.

Monica race

Prendo subito la mano di terzaroli e procediamo con fiocco ridotto. L’anemometro qui segna 18 nodi ma registriamo raffiche fino a 25.

18 nodi

Incrociamo il traghetto della Jadrolinija. Il suo segnale AIS ricevuto via radio sul notebook ci indica velocità 23 nodi, in un attimo ci sfreccia vicino ma non gli diamo fastidio.

JadrolinijaJadrolinija

Il rinvio in pozzetto della borosa (cima verde) fatto in primavera mi permette di prendere la mano di terzaroli anche in navigazione.

IMG_6853

Riusciamo anche a farci uno spuntino tra un onda e l’altra…

Panino

Unico inconveniente sarà accorgersi a metà percorso di imbarcare acqua (!). Nei gavoni di prua ne raccogliamo quasi mezzo secchio. Fortunatamente nei due gavoni erano stivati solo liquidi (bottiglie e taniche) e materiale pesante (ancora di rispetto, cavi 220v di banchina, seconda catena e cime). Nulla di grave.

Non si riesce a capire subito da che parte arrivi l’acqua. I gavoni hanno il fondo chiuso e isolato quindi l’acqua non invade altri scomparti. Sospettiamo che ci sia un riflusso dalla scassa della deriva ma si scoprirà in seguito che è il golfare di prua non sigillato bene che, andando in immersione, lascia filtrare l’acqua che scivola poi nei gavoni onda dopo onda.

Amen. Durante il tragitto togliamo l’acqua e tamponiamo il golfare dall’interno, riparazione rinviata all’arrivo.

Arriviamo quasi a destinazione ma la meta prevista (baia Griparica) si presenta sulla mappa esposta a SE quindi decidiamo di cercare un ridosso sull’isola opposta e scegliamo Mavrela.

La scopriamo solo perlustrando la costa con il binocolo. C’è un marina a fianco (a Kosiraka) ma non è nelle nostre intenzioni entrare in un porto, Mavrela si presenta come un piccolo fiordo. Il vento continua a soffiare deciso, sempre a vela facciamo un primo giro di verifica della costa poi ci entriamo decisi. Avviamo il nostro fido motore e via le vele.

Scelta perfetta, appena dentro il mare si appiattisce, la costa è sufficientemente alta per filtrare buona parte del vento, pace è fatta !.

Mavrela

Siamo soli. Per sicurezza e per stabilizzare la barca al centro del ridosso, tiro due cime a terra a poppa.

Comunque, cito dal diario di bordo di Monica:”..la baia è veramente molto carina, l’acqua è limpidissima..”…”.. uno spaghettino alle vongole, un buon caffè con grappa, cinque minuti per il consueto messaggio a Youposition e poi cotti come pere ci siamo buttati sulle sedute non prima di aver visto all’orizzonte qualche lampo…”.

Dormiamo sulle sedute. Il materasso di prua e lenzuola in effetti sono ancora umidi sui lati per l’acqua entrata dal golfare. Va bene lo stesso.

Il tramonto era stato stupendo, alle 2 però arriva un temporale e alle 4 il vento si intensifica. Io dormo tranquillo, Monica non ci riesce e mi passa questi dati il mattino successivo..

09 luglio 2015 – da Mavrela a baia Brgulje (alla fonda in 7 mt) 11M – quasi sereno – vento 16kn NO – mare F2/F3

mavrelabrgulje

In effetti fuori dalla baia alle 7 tira ancora un forte vento che però ora arriva anche da noi. Ha girato, ora arriva da NO e riesce ad entrare anche se per effetto della costa rimbalza e spinge ancora la barca da Sud.

Le due cime a poppa si dimostrano una scelta provvidenziale. Nel testare la tenuta della cima dell’ancora il vecchio morsetto, che non mi ero ancora deciso a sostituire, cede e la catena del calumo va a fondo in circa sei metri. Meglio così, il vento era ancora di poppa, la barca rimane in posizione, mi tuffo agganciando al calumo una cima nuova da 8mm di 30mt. e recupero a prua la catena per un fissaggio definitivo.

Nelle mie scorte ho anche una redancia nuova in inox, la fisso con una doppia impiombatura alla cima e all’anello della catena. Sono soddisfatto, almeno mi sono deciso ad eliminare quella vecchia cima in nylon che risaliva ad un nostro gommone e che avevo voluto recuperare.

morsetto

Mai fidarsi del “vecchiume”

Con le luci del giorno vediamo per la prima (e l’unica) volta che la piccola spiaggia è piena di rifiuti. Peccato. Il sito è bellissimo ma probabilmente non fa parte di quel piano di manutenzione e pulizia che invece avviene in tutte le altre parti.

A parte alla vista, comunque non ci disturba in altro modo. Monica non è ancora scesa a terra una volta, io solo per cinque minuti sulla sabbia di Perzine. Ci basta il mare pulito.

Decidiamo di rinviare la partenza al pomeriggio, il mare appare più calmo e qualche barca si fa vedere all’orizzonte.

Usciamo alle 15.30. Dobbiamo percorrere solo 10 miglia per arrivare a Brgulje.

Il vento però ora è al giardinetto, bello sostenuto ci fa scivolare via seguendo perfettamente la rotta impostata. Le “ochette” si fanno vedere ancora.

Procediamo di solo fiocco per rilassarci un poco e ci concediamo un “selfie” con il nostro equipaggiamento. Viaggiamo comunque a oltre 4 nodi, vediamo anche i 5.

Selfie

Decidiamo di procedere a motore solo per risalire all’interno della baia di Brgulje in quanto nettamente controvento e con un onda fastidiosa, ci avremmo messo troppo tempo per risalire oltre due miglia.

IMG_6868

Con il passare dei giorni diventiamo sempre più “orsi”. Non ci basta evitare le marine, vogliamo anche ancorare in zone poco frequentate.

Passiamo da Brgulje ma il sito che era stato pianificato per la notte ci sembra troppo affollato e anche esposto al vento di NO, quindi risaliamo la baia…

Brgulje

Brgulje

Risaliamo tutta la baia fino in cima: a Luka.

Siamo in quattro barche, fondo di 7 metri. Sito tranquillo e incantevole. Si getta l’ancora.

Ore  20.40 risottino con Cabernet. Il vento ci invita a cenare sotto coperta. Mantengo il solo fornello in pozzetto al riparo dal vento mentre preparo il soffritto di cipolle.

Soffritto

Arrivando da terra il vento non crea onda ma ci fa girare come trottole. Poco male, se non si guarda fuori, quasi non ci si accorge.

L’aria freddina per la prima volta ci farà indossare il pigiama per la notte e abbiamo anche il piumone per ogni evenienza.

10 luglio 2015 – da baia Brgulje alla baia di Sakarun (gavitello in 7 mt) 11M – sereno – vento 5kn NO – mare calmo

brguljesakarun

Il risveglio è tranquillo, il vento è calato. C’è tempo per una ricca colazione, un bagno e qualche foto.

Ora ci si rende conto meglio della bellezza di questa zona. Levo l’ancora per posizionarmi più a riva. Il sito è stupendo, l’acqua calda, una piscina che mi invita a tuffarmi

Luka

Luka2

Luka

Cerco sulla riva un legno che userò per poggiare meglio il tender sulla plancetta di poppa. Lo fisso con delle fascette, risulterà perfetto anche se provvisorio. Al rientro modificherò la plancetta.

Con Brgulje iniziano a dare i primi segnali i “Caraibi” del nostro Adriatico che si presenteranno a Lazina a Veli-Rat. Nostra prossima sosta prima di Sakarun.

Leviamo l’ancora nel primo pomeriggio ore 13.00. Le tappe di 10 miglia ci permettono di goderci la mattina senza pressioni.

Ripassiamo da Brgulje, forse nel 2016 ci fermeremo li.

Brgulje

Mi colpisce di più il paese più a sud della baia con il suo porticciolo: Lucina. Non per il fondale o per il mare ma semplicemente per il bellissimo contrasto delle case e del campanile sullo sfondo delle imponenti montagne di Pag.

Lucina

Lucina

Così si presenta la spiaggia o meglio, il lembo di terra che separa il mare, vista da Google Earth:

Lazina

e vista dalla nostra barca:

Lazina

Si avverte profondo il senso di spazio. I colori ti avvolgono, l’orizzonte si apre, un quadro in cui ti senti dipinto fa di questa immagine un sogno….

LazinaKairosKairos a Lazina

Lazina

Velirat underwater

Kairos sopra la Posidonia

Velirat piscina

Trasparenza

Lazina

Lasciamo questa baia e ci avviamo per Sakarun.

Appena fuori dal golfo, mi distraggo a guardare i quarantadue metri del maestoso faro di Punta Bjanka,

Faro più grande della Croazia 10-07

bastano pochi secondi e non mi accorgo di stringere troppo la costa. Sfioro il fondale e il timone tocca in due punti. Si spezza la cima di ritenuta.

Amen, 5 miglia a singhiozzo. Con circa 10 nodi di Maestrale il timone rimane quasi fermo ma risale lentamente e ogni 10 min devo mettermi controvento per allentare la pressione e spingerlo giù con il piede. Prendiamo comunque il gavitello nella bellissima Sakarun la sera.

Sakarun

rimando al mattino successivo la riparazione che consisterà semplicemente nel rimuovere la parte di cima spezzata e rifare il giro con quella rimanente senza neppure sostituirla.

11 luglio 2015 – baia di Sakarun (gavitello in 7 mt) – sereno – mare calmo

La nostra prima sosta di un giorno. Bellissima piscina con un fondale di sabbia chiarissima. Paesaggio da cartolina.

SakarunSakarun

La trasparenza ci mostra l’ombra della barca sul fondale di circa 7 metri

Sakarun - trasparenze

Monica mi immortala e mi sento come il gallo cedrone…

Gallo cedrone

Il sito è imperdibile, molto grande, incantevole. Vige il divieto di ancoraggio essendo un parco protetto e i gavitelli sono molto lontani tra loro. Le numerose barche si disperdono quasi sollevate nel nulla.

Qui non vige il motto “più è bello e più di chiedo”. Il gavitello costa meno che a Maracol: 90kn (€ 12) con il comodo ritiro spazzatura.

In modo sempre preciso e senza bisogno di chiederlo, l’addetto compila e rilascia la ricevuta fiscale. Mi sembra quasi strano….

SakarunSakarunKairos a Sakarun

Due belle barche in legno arrivano e manovrano vicino a noi

SakarunTiho

Dopo 8 giorni in barca Monica decide che questo è il posto giusto per scendere a terra (!). Prendiamo il tender e ci facciamo una passeggiata in spiaggia.

Monica a SakarunMonica a Sakarun

La spiaggia è frequentata da bagnanti provenienti dalla costa opposta all’interno dell’arcipelago di Veli Rat. Arrivano a piedi, in auto o con un simpatico trenino.

Ne approfittiamo per vedere la baia da terra e ci accorgiamo delle incredibili proporzioni tra il nostro Kairos e altre “barche” ormeggiate.

Non è un gioco di prospettiva, che siano più vicine o più lontane, sono sempre enormemente più grandi della nostra !

Kairos a Sakarun

La sera una bella griglietta non ce la leva nessuno. Nel nostro freezer salamelle, braciole e coppa si trovano sempre. Le grigliate di pesce sono in programma per il futuro

Barbecue a SakarunPanino

I colori del tramonto sono sempre speciali, il paesaggio cambia in continuazione

Tramonto a Sakarun

Preparo le lanterne. Quella rossa è anche la nostra luce di fonda. Dura tutta la notte e non consuma la batteria.

Lanterne

12 luglio 2015 – baia di Sakarun – Bozava (porto) 14M – vento 5kn SE – mare calmo

sakarunbozava

La sveglia è un po’ più tardi del solito: ore 6.00. L’umidità è elevata, l’igrometro segna 80%. Il mare piatto e l’assenza di vento ci fa indugiare sulla partenza. La colazione trascorre tranquilla fino alle 8.00

Colazione a Sakarun

Partiamo alle 9 lasciando il gavitello direttamente a vela senza nessun rumore. Un leggero Maestrale si oppone appena fuori dalla baia e ci costringe a bordeggiare virando più volte poi, dopo le 11.30 il vento gira leggermente e riusciamo a risalire meglio fino al relitto semi-sommerso di Punte Bianche (vicino a Dugi Otok).

Su San Google trovo una foto del relitto risalente al 2002. La tengo come confronto ad oggi.

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Come era il relitto nel 2002

Affascinante sito, merita una ripresa subacquea da cui estraggo alcuni frame.

In 13 anni il relitto è stato dilaniato dal mare e, causa anche l’alta marea, lo troviamo quasi completamente sommerso. I piloni e le strutture sono tutte crollate. Resiste solo il pennone di prua

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Anche le protezioni laterali di prua hanno ceduto.

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La prua

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La struttura di poppa crollata

Del ponte di comando non rimane più nulla.

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Argano di poppa

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Uno zoom del ponte di comando crollato e il rapporto tra quello che era nel 2002 e ciò che è rimasto ora, contornato in arancione

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Finita la bella visita rientriamo in barca e proseguiamo. Arrivo a Bozava tra nove miglia.

Nel frattempo ci ripassa il mega yacht che era ormeggiato a Sakarun vicino a noi.

Agram

Pensavo fosse un secondo Briatore ma mi basta una rapida ricerca su internet per scoprire che è uno dei tanti charter di lusso. Questo riccone in particolare si è noleggiato un 44 metri da 250 tonnellate. Si chiama Heesen Yachts 4400, ha 63000 litri di carburante e 16000 litri di acqua, 6 cabine, 12 passeggeri e due motori da 3700CV che lo spingono fino a 26 nodi. Il sito è questo, le foto dicono tutto

Mi diverto a fare qualche conto… noi con meno di 20 litri abbiamo fatto 300 miglia. Con 63000 litri ne potremmo fare quasi un milione, circa 20 volte il giro del mondo. Faccio poi il calcolo di quanto mi costerebbe “un pieno” … il risultato è uno schiaffo alla miseria quindi lascio perdere.

Rigorosamente a vela arriviamo al porticciolo di Bozava. Il motore lo usiamo solo per l’ormeggio.

Ci attende un simpatico ragazzo che ci indica dove attraccare. Siamo di fronte a due ristoranti a due passi dal paesino. Ci indica acqua e corrente e ci chiede 162kn  (€ 21.60). Ottimo.

Scendiamo a terra per un giretto nel piccolo paesino, siamo fuori dal turismo di massa. Il porto è pieno ma le barche sono forse una trentina.

Bozava portoIMG_7031IMG_7030

Saliamo alla chiesetta di San Nicola

IMG_7029Bozava - chiesa di San. Nicola

Poi rientriamo al molo. Siamo sempre i più piccoli ma ormai non ci facciamo più caso, stranamente siamo i più “osservati”.

 IMG_7033

Poi avviene l’impensabile e dal nulla si avventa nel porto sua maestà “Jadrolinija” con una manovra che non si capirà bene se è voluta o un poco azzardata. Procede diretta verso Kairós e iniziamo a preoccuparci, poi inverte i motori all’ultimo sollevando un onda che farà sobbalzare tutti e si bloccherà a meno di un metro da noi per poi indietreggiare. Due addetti arriveranno frettolosamente ad osservare sotto la prua se ci siamo ancora o se siamo stati tritati e risucchiati…

Il risultato è impressionante, comunque la lanterna nonostante gli ondeggiamenti rimane al suo posto.

JadrolinijaJadrolinija

Noi assistiamo inermi dal ristorantino sul molo in cui scegliamo di cenare e la vediamo ripartire

BozavaCena a bozava

Rientro in barca per un prosecchino finale

Serata a BozavaSerata a BozavaSerata a Bozava

Poi sotto coperta per il consueto messaggio su YouPosition e aggiornamento meteo ovviamente dopo che Monica mi abbia ceduto il controllo

Mony PCMony by night

13 luglio 2015 – da porto Bozava a baia di Jazi (alla fonda in 4 metri) 11M – vento 5kn SE/NO – mare calmo

bozavajazi

Da Bozava a Jazi

Mattino, ore 5.52. Ci rendiamo conto che la manovra della sera precedente era frutto di un eccesso. Arriva un’altra navetta passeggeri ma quasi non ce ne accorgiamo. Loro però ci guardano tra l’incuriosito e il divertito.

Mala Sirena

Colazione, carico acqua, mini spesa al mini market (qualche yoghurt, due frutti, non ci serve altro), invio cartoline alla mini posta. A Bozava è tutto “mini” ma quello che c’è funziona bene.

Ore 10 si levano gli ormeggi, il sole va e viene come il vento, prima sosta all’hangar per sommergibili. E’ uno dei 5 rifugi per sommergibili presenti in tutto l’Adriatico. Tre sono lungo la costa nord-est dell’isola di Dugi Otok.

Questo è quello a nord di Bozava

Hangar sommergibiliHangar sommergibiiHangar sommergibiiHangar sommergibii

Ripartiamo, il vento cambia, si issano le vele e si prosegue a circa 3 nodi di bolina stretta fino a costeggiare Molat. Il vento ci si mette contro da NO e siamo costretti a bordeggiare fino a destinazione: Jazi.

Vicinissima a Molat ci affascina per la natura intatta, il fondale ricco di conchiglie e di colori, la quiete. Il fondale rimane a 4 metri anche a centro baia, il sito appare quasi deserto. A volte siamo soli in tutta la baia, appaiono e scompaiono i barconi delle uscite turistiche.

Jazi

un gregge si presenta sulla costa…

Jazi

Complice il cielo coperto, la baia non si presenta subito in tutta la sua bellezza. Ci preoccupiamo di ancorare in sicurezza e ci gustiamo il tramonto

Jazi

14 luglio 2015 – baia di Jazi (alla fonda in 4 metri) – mare piatto

Svegli alle 6. Dal diario di bordo: ..”..lo spettacolo che offre questa baia è quasi irreale. Ti senti avvolto dalla natura, gli unici rumori sono il gorgoglio dell’acqua e le cicale. L’acqua è quasi invisibile, il fondale ti appare ricco di colori ma è la sensazione che trasmette il paesaggio che colpisce ed incanta. Si vive in un’altra dimensione, non esiste nient’altro che il mare e noi..”…

Le conchiglie di Jazi

Jazi conchiglie

La giornata trascorre tra bagni e conchiglie. La sera una insalatona con Chiaretto bello fresco reduce della serata precedente.

Insalatona e Chiaretto

Il tramonto è eccezionale, lo spettacolo si ripete

Tramonto a Jazi

Tramonto a Jazi ore 20.30

Tramonto a Jazi

I colori di Jazi alle 21.20

15 luglio 2015 – da baia di Jazi a Uvala Draga (alla fonda in 4 metri) 15M – vento 5kn SO – mare calmo

Sveglia ore 5.20, ammariamo il tender e depositiamo un sacchetto di rifiuti negli appositi contenitori di cui è attrezzato il piccolo porticciolo presente in baia.

Il mini tour è bellissimo. Mare piatto, le barche sono aumentate ma non si sente nulla che non siano i remi scivolare in acqua.

Le nostre foto purtroppo non rendono quanto riesce a trasmettere questo luogo

JaziJazi

Siamo sempre i più piccoli

Jazi

ma stiamo benone

Jazi

Al rientro colazione ricca prima della partenza.

Jazi

Ore 9 si parte. E’ previsto un unico bordo di ben 13 miglia ma il debole vento di poppa ispira finalmente l’issata del gennaker e deviamo nel primo tratto verso ovest a oltre 4 nodi con 7 nodi al giardinetto.

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nostra traccia in viola, rotta prevista in verde

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nostra traccia in viola, rotta prevista in verde

Gennaker

Poi il vento ci abbandona, giriamo intorno ad uno scoglio per verificare la presenza di cozze e ripartiamo purtroppo a motore (senza cozze). Mare piatto, vento zero.

A motoreSelfie

Ritroviamo il vento più a nord dopo circa 5 miglia e oltre un ora di navigazione e allora via il gennaker sull’altro bordo più fuori possibile per evitare l’interferenza della randa.

Gennaker

Il vento è leggero e sente l’influenza della costa dell’isola di Olib. Teniamo il gennaker come un aquilone e ci divertiamo parecchio ma poi dobbiamo ammainare. Giriamo intorno all’isola, il vento ora soffia debole da NO e ci fa soffrire dovendolo risalire. Ma testardamente, niente motore. Bordeggio, risalgo e arriviamo con calma a Uvala Draga quasi alle 18.

Uvala Draga

Sito bellissimo, acqua cristallina, una piscinona gigante. Il bagno si impone almeno quanto la grigliatina serale accompagnata da un ottimo Refosco veneto. C’è anche il Refosco istriano prodotto nella zona di Novigrad ma a parte il nome e il tipo di uva, penso abbiano poco in comune…

IMG_7190Refosco

Il tramonto è eccezionale, il più bello visto fino ad ora complice mare piatto e un cielo con le nubi che filtrano in modo spettacolare. Il tramonto e l’alba saranno anche ripetitivi ma rimangono sempre due degli spettacoli che più mi affascinano

Uvala

Un peschereccio attende la notte

Tramonto a UvalaTramonto a UvalaTramonto a UvalaTramonto a UvalaTramonto a Uvala

16 luglio 2015 – da Uvala Draga a Sip (alla fonda in 4 metri) 2M – vento 2kn SO – mare calmo

Ore 5.20, mi godo l’aria frizzante del mattino, siamo soli. Attendo il sole svettare sopra la costa.

L'alba ad Uvala

ore 6.13

Il tutto viene poi rovinato dai “classici italiani”. Piombano in rada con 4 motoscafi, mariti, mogli, bambini dappertutto. Sembrano i classici esportati dalle spiagge romagnole…. ma cosa ci fanno qui ???

Resistiamo 20 minuti, l’eco delle loro urla mi trapana il cervello, non si sente altro. Levo l’ancora e sopprimo l’istinto primordiale di urlargli qualcosa di bestiale….

Preso quasi il largo, qualcuno da lassù recepisce le mie rimostranze e noto che l’orda si rimette in viaggio. Inverto la rotta.. si rientra.

Grazie o orda selvaggia, grazie di andare a rompere i .. timpani … altrove.

Sollevo il timone, accompagno Kairós in un metro d’acqua. Monica ne approfitta, chi non lo farebbe ?.

Uvala Draga 16-07

Ore 10.30 a Uvala Draga

Uvala DragaUvala DragaUvala DragaUvala DragaUvala Draga

Siamo in un punto di secca a oltre 150 metri dalla riva. Tutto intorno l’acqua ritorna a salire di circa un metro. Il fondo è sabbioso, chiaro, uniforme.

Uvala

La costa…

Uvala DragaUvala DragaUvala DragaUvala DragaUvala Draga

Ne approfitto per un lavaggio marino della griglia

lavaggiogrigliauvala

nel tardo pomeriggio ci spostiamo sul versante opposto del promontorio… a Sip.

uvalasip

Si prosegue la serata con un fresco aperitivo

Uvala Draga

che, con il prosecchino, diventa quasi una cena

Uvala Draga

insisto con il tramonto, non si può ignorare questo spettacolo della natura

Uvala DragaUvala DragaUvala Draga

i colori cambiano e le foto sembrano quasi filtrate, modificate, elaborate, “photoshoppate”. Invece è sempre lo stessa sera, stesso obbiettivo, stessa posizione, ore 20.10 / 20.25 / 20.34.

Mi godo in relax il cielo che si colora per l’ultimo riflesso, internet qui non arriva. La VIP “grazia” la purezza di questo posto e impone a tutti gli internauti il meritato e obbligato riposo

Uvala Draga

17 luglio 2015 – da Sip a Baldarka (alla fonda in 12 mt) 19M – sereno – vento variabile da 0 a 16kn NO – mare calmo

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in viola da Sip a Baldarka

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La sveglia suona alle sei. Impazienti di levare l’ancora, partiamo immediatamente. Mare piatto, vento quasi nullo da SE. Lascio il tavolo in pozzetto, alzo il fiocco e facciamo colazione lasciandoci trasportare a 0,0001 nodi 😉

Croazia

Il rumore del motore rompe la quiete e quindi cerco di evitarlo il più possibile, ma il tratto di 10 miglia impone almeno di muoversi quindi finita colazione svegliamo il Selva.

Smotorata tranquilla, il Selva quasi al minimo con mare liscio ci coccola a circa 2,5 nodi. Quattro ore per arrivare ad ancorare a Male Orjule. La piccola baia non offre nulla nonostante ci siano ancorate quattro barche. Acqua torbida, sito da evitare.

Mi sposto a nord dell’isola, ma il fondale roccioso non è un buon tenitore, il tempo per fare un tuffo e vedere l’ancora muoversi per decidere di ripartire. L’isola in generale non offre nulla.

maleorjule

Troviamo immediatamente un bellissimo vento a 15-16 nodi che ci fa divertire ma nel giro di un oretta svanisce come è arrivato. Il Selva viene richiamato all’opera.

Per chi passasse in zona, attenzione ad evitare l’ormeggio all’invitante molo deserto di 20mt apparentemente libero di Jamna. Sul 777 pag.79 è ben segnalato di non ormeggiare ma, immancabilmente assistiamo alla scena. Yacht bello ormeggiato tra molo e roccia con cima a terra e traghettone turistico in arrivo. Senza troppi indugi il “traghettone” lancia delle strombazzate da stadio puntandolo decisamente. Lo Yacht in fretta e furia fa appena in tempo a muoversi che quasi il traghettone lo chiude nel ridosso.

Le strombazzate suonavano tipo woooo woooo woooo woooo che tradotte simpaticamente dicevano “fooo raaa daii balll”…

Dal 777: Molo lungo 20mt, prof. 3mt, ormeggio libero dalle 17 alle 9…. Erano le 15.

Passiamo da Veli Losinj o Lusingrande che dir si voglia. Il paesino è molto caratteristico, sia il porto, sia l’interno.

Veli Losinj

Vietato l’ancoraggio, l’ormeggio al pontile è consentito per soste brevi. In particolare sulla sinistra c’è un bel ristorante con ormeggio privato. Si ormeggia, è possibile rifornire acqua e corrente, si mangia e si riparte. Noi personalmente non abbiamo usufruito ma è una ottima opportunità.

baldarkaveli

Dopo aver verificato la piccola e incantevole baia di Jakovja, per la notte scegliamo la baia di Baldarka. Rimane molto vicino a Mali Losinj (Lussinpiccolo), permette un buon ancoraggio in circa 12 metri con cima a terra ed ha i cesti per la raccolta rifiuti.

BaldarkaBaldarka

Con maschera e pinne è piacevole il fondale che, a nord della baia, ha degli sbalzi notevoli con parecchi pesci che popolano la zona.

Rimandiamo al giorno successivo la visita a Veli Lusini a piedi.

A discapito dei nomi, Veli Losinj è il paese più piccolo. Prese il nome in quanto, più antico di Mali Lusini, rimase il più grande rispetto alla neonata frazione. In seguito però, grazie alla conformazione del territorio, Mali Lusini si poté espandere maggiormente divenendo una cittadina mentre Veli rimase con i caratteristici connotati del rustico paesello.

18 luglio 2015 – Baldarka e Veli Losinj (alla fonda in 12 metri) – mare piatto

Colazione e breve verifica al nostro frigo che risulta fermo. Dopo 16 giorni pare abbia mollato.

In realtà scoprirò poi un dato utile che inserisco per pubblica utilità: I frigo Vitrifrigo con compressore Danfoss (il migliore sul mercato) ha una protezione di bassa tensione che evita l’avvio se la tensione scende sotto 10,4 volt (cut-off). In realtà il compressore stacca con una tensione misurata superiore in quanto al momento dell’avvio, il compressore, con il suo assorbimento la fa scendere sotto il minimo e si attiva la protezione. La tensione di riavvio (cut-in) è impostata a 11,7. Quella di stacco può essere variata modificando il valore di un resistore fino a 9,6 volt ma interverrebbe poi il regolatore di carica staccando tutto (luci comprese) per preservare la batteria. Quindi meglio evitare.

A Baldarka c’è una collina ad Ovest piuttosto scoscesa che fa tramontare il sole almeno due ore prima. Comodissima per cenare all’ombra ma deleteria per il nostro pannello solare. Da oggi il frigo sgancerà la notte per riattivarsi all’alba appena la tensione salirà sopra 11,7 volt grazie all’insolazione del pannello.

Nessun problema, il frigo raffredda molto rapidamente, nel congelatore (che tende a sgelare nella notte) non avevamo più nulla quindi si prosegue in allegria. L’importante era non avere nulla di guasto. Per l’anno prossimo è previsto un secondo pannello solare da 100W che risolverà tutto.

Tender in acqua, attraversiamo la baia a remi, ergo, io remo, la mia compagna osserva…

Una anziana signora ci vede arrivare e si complimenta con noi… “… che romantici… “.

Lasciamo il tender su una spianata di cemento/pietra e ci incamminiamo lungo un bel sentiero al riparo da traffico e civiltà.

Baldarka

Kairos sul lato opposto

Jakovja

La baia di Jakovja

Lungo il cammino

Verso Losinj

Veli Losinj

Veli Losinj dal sentiero

Veli Losinj

Piscina del residence sopra Veli Losinj

Veli Losinj Veli Losinj Veli Losinj Veli Losinj

Molto affascinante, l’assenza delle auto, i viottoli, le case, i colori… merita sicuramente una visita, un gelato e una piccola spesa allo spaccio in cima alla collina.

19 luglio 2015 – da Baldarka all’isola di Oruda (alla fonda in 4 mt) 5M – sereno – vento assente – mare calmo

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Partenza ore 9. Tratto unico, cinque miglia su un bordo. Purtroppo vento assente, si procede a motore.

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Colazione in viaggio verso Oruda

VersoOruda2

A mezzo percorso troviamo a poppa nuovamente i delfini già avvistati la prima volta a Rovinj

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Delfini sullo sfondo di Mali Lusinj

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Delfini sullo sfondo di Mali Lusinj

Arriviamo ad Oruda e ancoriamo in circa 4 metri con fondale sabbioso dopo aver verificato la vicinissima Paracol che non offre nulla di esaltante.

Oruda

Oruda e il suo favoloso fondale

Il fondale è sabbioso, il mare cristallino. Banchi di Posidonia si alternano dando cibo e riparo ai pesci. Alla nostra sinistra tre canne piazzate su una barca e sia lui che lei sono intenti a slamare in continuazione dei bei pesciotti. Li curo con il binocolo, paiono proprio delle belle oratelle..(!)

Riprendo la canna in mano, naturalmente non prendo nulla. La frustrazione è mista a rabbia e pentimento per non aver approfondito meglio le tecniche di pesca.. amen. Il tramonto è favoloso, in programma c’è una splendida cenetta, la pesca la rimanderemo a tempi migliori.

Oruda

Il tramonto sempre stupendo

Oruda

Pasta in cottura

Oruda

Oruda

Tonno e sgombro in salsina piccante

Oruda

Salute a tutti…

Oruda

La luna si presenta dando il cambio al sole

20 luglio 2015 – da Oruda a Baldarin (alla fonda in 6 mt) 7M – sereno – vento 5kn – mare calmo

Sveglia alle sei, recupero un po’ di catena muovendo la barca ai bordi della Posidonia e riprovo a pescare. Cambio lenza ed esca ma nulla, mi godo il panorama e la brezza del mattino

Palacol

Palacol

Il sito è stupendo, offre un ancoraggio da bel tempo

Oruda Oruda Oruda

Prima di partire faccio qualche filmato subacqueo da cui estraggo dei frame

Oruda - Viko23Oruda Oruda Oruda

Alle 13, approfittando di un leggero Maestrale salpiamo per Baldarin. Lascio la lenza fuori per una pesca alla traina con una falchetta prima e una girella da 7gr poi. Uno strattone insperato quasi mi tira la canna in acqua, lo sento, mi agito, recupero velocemente ma poi tutto tace… abbandono l’idea ma rimando la sfida al 2016 soddisfatto di aver trovato il sito buono.

Rotta per Baldarin. Cinque miglia in un lampo grazie a 8 nodi tutti di bolina.

orudabaldarin baldarinbaldarin2

Entriamo decisi nel fiordo con oltre 10 nodi al traverso e ancoriamo direttamente a vela di fronte al camping fkk Baldarin con una precisa orzata che ci blocca controvento a circa 20 metri da uno Yacht che ci osservava incuriosito. Sono quelle manovre che ti rimangono impresse. Molliamo il tender e andiamo a cercare il pesce nel market del campeggio. Li con l’esca “Kuna” si dovrebbe pescare senza problemi.

Spesa ok, “peschiamo” mezzo chilo di filetti di merluzzo (Oslic’ in croato) che si dimostreranno ottimi alla griglia..

Il sito, se pur riparato, non ci piace, salpiamo sempre a vela, giriamo nella baia vicina e ancoriamo in un bellissimo e tranquillo ridosso. No rumori, no gente, no caos.

Baldarin

Baldarin

Pesca delle sirene

Baldarin

Pesca delle sirene – la strana coppia

Baldarin

Grigliatina di Merluzzo

Baldarin

Si compila il diario di bordo

Baldarin

21 luglio 2015 – da Baldarin a Bijari (alla fonda in 6 mt) 15M – sereno – vento 10/15kn – mare calmo

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Verso l’una di notte il vento inizia a soffiare, io dormo tranquillo, Monica veglia.. Ore 7 colazione, lavaggio stoviglie, bagno, il vento permane.

Ore 10.30 issata la randa, si salpa a vela

Verso Ossero

Incrociamo un veliero d’epoca, probabilmente, da mie ricerche, risale al 1941. Segue la nostra rotta, procede più veloce di noi ma poi nel canale di Ossero il vento cambia, cala e lo raggiungiamo. Decidono di ammainare, noi come al solito, insistiamo a vela, ritroviamo il vento e ripartiamo più veloci

1941sail 1941sail

Per ora non sono riuscito a rintracciare nulla di questo bellissimo scafo

Proseguendo verso Ossero (Osor) il Maestrale ci impone di risalire controvento. Probabilmente per la conformazione della zona, il vento è a raffiche e cambia direzione rapidamente. Evito di terzarolare visto che a breve avrei comunque dovuto ammainare in quanto nel canale di Osor  è vietato proseguire a vela, ma una raffica mi fa sbandare eccessivamente. Una doccetta solare in coperta rotola in acqua.

Applico la teoria del “uomo a mare”, metto Monica a curare il “corpo”, proseguo, inverto, mi metto in cappa e recupero… esercitazione eseguita con successo. Ma la doccetta è morta…

Nel volo si è impigliata i qualche spigolo lacerandosi. Amen. Ne abbiamo due ma non le abbiamo mai usate. Probabilmente il prossimo anno non le riempiremo più.

Osor

In vista di Osor

Punti di segnalazione Osor

Segnale a dritta nel canale di Osor

Arriviamo ad Osor alle 16. Il ponte girevole apre alle 17. Se non si è pronti per le 17, si deve aspettare la mattina successiva ore 9. Si attracca ad enormi e comodissimi gavitelli. Gratuiti. Pieni i gavitelli, altri si sono ancorati evitando la zona a sinistra ove vige il divieto causa presenza cavo sottomarino

Osor

Osor – in attesa al gavitello

Gavitelli di Osor

Il ponte si apre alle 17 precise, ci si avvicina rapidamente

Ponte girevole di OsorPassaggio canale di Osor

sollecitati anche dall’addetto a suon di fischi

Passaggio canale di Osor

da l’idea di partecipare ad una sfilata e ti senti osservato

 Passaggio canale di OsorPassaggio canale di Osor

arriviamo nella baia di Bijari dove esiste l’omonimo camping

bijari

ancoriamo con una cima a terra, ci sono altre barche ma troviamo posto ugualmente. Rapida visita al campeggio, scopriamo che lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7.30 alle 9.00 arriva il pesce fresco… ottimo. Oggi è martedì, domattina ci saremo.

Bijari

Bijari - la chiesetta

Bijari – la chiesetta diroccata

Tramonto a Bijari

Tramonto a Bijari

Bijari

Aspettando le pennette si scrive..

Tramonto a Bijari

Bijari

Il mitico fornello ad alcool

Bijari

Diario di bordo..

22 luglio 2015 – da Bijari a Portic (alla fonda in 7 mt) 31M – sereno – vento 10/15kn – mare leggermente mosso

Sveglia ore 6, “solita” mega colazione e poi tender in acqua per prendere il pesce al campeggio. Il furgoncino arriva puntualissimo alle 7.30. Estrae tutto quanto il mare può offrire, mi chiederò poi perché non l’ho fotografato. Prendiamo due orate da quasi mezzo chilo che per noi erano giganti ma per loro erano la taglia “piccola”. Il Branzino c’era da 4/5 etti e quelli da quasi un chilo, prendiamo ovviamente quello piccolo.

Costo per i tre pesciotti: 155kn (circa 20 euro). Non poco ma al ristorante così belli non li trovi nemmeno a pagarli.

Qualche foto al camping

Camping Bijiar Camping Bijiar

e a Kairós

Kairos vista dal camping Kairos vista dal camping

Pulizia del pesce..

Pulizia pesece a Bijar Pulizia pesece a Bijar

infiliamo il pesce bello pulito in freezer e ore 10.30 si salpa. Il Quarnaro ci attende.

Appena andiamo in mare aperto capisco che non potrò tenere la rotta ideale, mi piazzo su un bordo e lo mantengo per quasi tre ore per circa 11 miglia

quarnaro

Occhio al traghetto..

Occhio al traghetto..

Match race in corso..

Match race in corso..

Purtroppo causa l’onda presente il golfare di prua inizia nuovamente a imbarcare acqua che ci bagna parzialmente le lenzuola del letto di prua. Disfiamo tutto e stendiamo le lenzuola al vento, ora di sera saranno asciutte.

Quarnaro e lenzuola

Incrociamo anche la nave da carico Lika. Trasporta cemento, costruita nel 1974. Con i suoi 15 nodi  in un attimo era li.

Lika1 Lika2

In questi casi si è dimostrata utile la grafica del rilevatore MMSI della radio che già a grande distanza ci mostrava rotta e velocità della nave in avvicinamento direttamente in OpenCPN sulla mappa.

Durante la traversata ci divertiamo a sfruttare tutto quello che si può. Con 14 nodi rimaniamo comunque poco sbandati. In questo frame siamo a 4,3 nodi di velocità sbandati di circa 6 gradi.

Quarnaro

purtroppo, pur sfiorando i 5 nodi il “match race” ingaggiato con una “barchetta” ben più grande della nostra risulta impari e nel bel mezzo del Quarnaro ci sfila..

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Poco importa, è stato divertente e ci ha fatto passare delle ore in compagnia.

Arriviamo sulla costa istriana con l’idea di fermarci a Debeljak, la baia a sud di Portic. Purtroppo la baia è stata completamente chiusa alle barche con una cima e delle boe. Riservata solo ai bagnanti. Considerata la vicinanza di Portic, completamente libera e gratuita per le barche, l’idea non mi è sembrata sbagliata.

Ancorati a Portic insieme a quasi trenta barche, la sera ci aspetta la grigliatona con i bei pesciotti presi il giorno prima, accompagnati da un buon Chardonnay (aperto anche lui la sera prima).

Portic Portic Portic

23 luglio 2015 – Portic – Medulin – Portic (alla fonda in 7 mt) 10M – sereno – vento 8kn- mare calmo

Baia di Medulin

Portic 23-07

Colazione a portic

Portic

La baia di Portic alle 8.30

Portic

Pulizia stoviglie con prelavaggio in mare

Portic

Pulizia griglia in compagnia dei pesci

Portic

Kairos all’ancora

Portic

Appena fuori la baia ci assiste un bel venticello che ci porta dentro la baia di Medulin senza problemi. La baia non ci offre nulla. Acqua torbida (in rapporto a quella vista fino ad ora) e una serie interminabile di campeggi interrotta solo dalle marine dove le barche ormeggiano ammassate.

Dieci miglia di nulla. Ne usciamo rapidamente finendo con l’ancorare a nord dell’isolotto di Fernera ma senza trovare nulla di particolare. Rientriamo a Portic consolandoci con un buon risottino al vino rosso aspettando la Bora prevista per il giorno successivo. Medulin non la rivedremo più.

Ringrazio qui Pauletti Luca che navigando nella zona in cui eravamo ormeggiati, ci nota e ci invia due foto via mail dopo essere risalito ai miei dati da internet:

Gentile sig. Ranzetti,
Spero che questo sia il suo indirizzo di posta elettronica.

Nei giorni scorsi ho veleggiato con il mio Mariposa per le baie di Medulin, facendo tappa su uno dei tanti campeggi della zona. Da felice possessore di un Micropomo che ha solcato quelli stessi mari … non ho potuto fare a meno di notare e fotografare la sua bella barca.

Spero che le faccia piacere se le invio le foto …

Kairós ripreso da Luca Pauletti

Kairós ripreso da Luca Pauletti

… da internet sono risalito al suo blog, a youposition … e immagino alla sua azienda di informatica.

Luca Pauletti ha anche una serie di video pubblicati a questo link https://www.youtube.com/user/lucapauletti

Ho letto con piacere le esperienze di Luca e la sua famiglia con il loro Micropomo… complimenti !

La baia di Portic è parzialmente esposta alla Bora e delle 30 barche viste la sera precedente, questa sera ne rimangono solo 10. Le previsioni non indicano nulla di particolare se non Bora a 20/25 nodi. Ma se il mare non si muove, il vento non lo temo.

Controllo bene ancora e ormeggio, attivo l’anchor watch (allarme ancora) sul notebook e buona notte.

24 luglio 2015 – da Portic a Rovinj – (alla fonda in 8 mt) 29M – sereno – vento 15/20kn- mare quasi calmo

Il 24 luglio è il mio compleanno. Penso che il regalo migliore sia un bel vento che mi faccia divertire fino a Rovinj. La Bora si fa sentire, Monica si agita, armo la cima di sicurezza da prua al pozzetto, infiliamo i giubbotti, isso la randa con la mano di terzaroli e salpo direttamente a vela.

Portic

Nel salpare noto un nuovo vicino impegnato a recuperare un materassino maldestramente fissato e volato via in un baleno. La barca mi pare molto simile alla nostra con qualche piede in più. Forse un 27 piedi simile al Viko 27. A parte la foto non ho tempo di fare altro.

Appena fuori siamo già oltre i 5 nodi con 10 nodi apparenti al giardinetto poi, girata la prua a NE oltre il faro di Porer troviamo 15/17 nodi di Bora al traverso e arriviamo a passare i sei nodi

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Per Kairós siamo quasi al massimo (!)

Ci gustiamo 12 miglia e lasciamo il parco nazionale di Brijun alla nostra dritta percorrendo il confine segnato sulla carta e cercando il vento pulito lontano dalla costa.

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A nord del parco, la Bora lascia il posto al Maestrale da NO e le ultime sette miglia diventeranno 11

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Ancoriamo di fronte al camping Polari a sud di Rovinj. Ci abbiamo passato tre anni di vacanze (2011-2013-2014) con il nostro Vito trasformato in camper. E’ un camping favoloso, estremamente elegante ed attrezzato per ogni tipo di persona e di famiglia, naturista o no.

Doccia calda e cenetta all’ottimo ristorantino del camping

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Ritroviamo i nostri amici degli anni passati, abituè pensionati che permangono per circa due mesi ogni anno. Ci invitano per la colazione di domani.

Passeggiata di rito su quella che abbiamo ribattezzato “viale Dei Giardini” ricordando l’intramontabile Monopoli. Per qualche strana tendenza e grazie alla eleganza delle piazzole, i ricchi campeggiatori finiscono tutti in questa zona.

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Compleanno perfettamente riuscito… si rientra in barca.

25 luglio 2015 – da Rovinj a Kriz- (alla fonda in 6 mt) 9M – sereno – vento 10kn – mare mosso

L’ancoraggio fronte camping non è un ridosso ideale per Kairós e ne abbiamo conferma al mattino con un dondolio fastidioso

Rovinj Polari

Risaliamo sul tender per onorare l’invito della colazione e poi, salutati tutti, leviamo l’ancora rapidamente.

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Dirigendosi verso i quattro isolotti ritroviamo i delfini per la terza e ultima volta. Il mare mosso li diverte e ci accompagnano saltando sulle onde.

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Salutiamo Rovinj con la sua chiesa..

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Rovinj dal mare

e arriviamo a Kriz dove ancoriamo per la notte. Aperitivo ricco preparando la grigliata di pesce successiva.

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Aperitivo ricco a Kriz

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Tramonto a Kriz

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Preparativi per la griglia con branzini presi al Polari

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Quasi pronto…

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Tramonto a Kriz

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Il sole si nasconde

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Si accendono le lanterne

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Si scrive il diario di bordo

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Caffè e biscottini buoooniii

26 luglio 2015 – baia di Kriz – (alla fonda in 6 mt) – nuvoloso con temporale – vento nullo – mare calmo

Notte tormentata da un forte vento contornato al largo da lampi e tuoni che ci hanno costretto a ritirare sotto coperta le sedute e tavolo molto rapidamente.

Il meteo non indicava nulla di allarmante e in effetti, a parte qualche lampo e uno scenario spettacolare, nulla c’è stato.

Dopo la notte ventosa in cui Monica ha vegliato, al mattino il sole ha fatto una rapida comparsa regalandoci uno scenario stupendo. Il cielo plumbeo da una parte e il sole dall’altra facevano risaltare le barche in un modo quasi innaturale.

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Poi il vento riprende a soffiare da nord,

Il tempo di lavare la griglia e avvisare i vicini che il loro tender si era slegato andando alla deriva, che ha iniziato a piovere. Non potevamo recuperarlo noi non avendo un tender motorizzato, ma l’armatore del veliero all’orizzonte, osservando tutto, ha risolto il recupero rapidamente.

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Due ore di maltempo ma mare piatto e quindi nessun problema. Con la rapidità con cui si è presentato, il mal tempo se ne è andato.

Serata soleggiata, ci spostiamo di qualche decina di metri per evitare anche il residuo di vento che ancora insiste e alle 19.30 ci ripresentiamo al sole con un nuovo brindisi stappando uno spumantino come aperitivo.

Spumantino a Kriz

Nel frattempo si prepara il bis della grigliata con altri tre branzini presi sempre a Rovinj.

Branzini a Kriz

e ci si gode il tramonto…

Tramonto a Kriz

Branzini a Kriz

Quasi pronto..

Tramonto a Kriz

Caffè a Kriz

Fornello ad alcool in azione

Caffe a Kriz

Caffè, grappino e biscotti buoniii

27 luglio 2015 – da Kriz a Carigador – (alla fonda in 7 mt) 25M – sereno – vento 6kn variabile – mare calmo

Sveglia alle 6 con vento nullo. Il cielo è nuvoloso ma il meteo è buono. Ore 8.20 si salpa a motore vestiti causa aria frizzante.

Teoricamente non avevamo una tratta lunga da fare, fermandosi a Mirna erano circa 13 miglia. Ne approfittiamo quindi per dare un occhio da vicino alla costa visitando da vicino le varie baie che il 777 ci segnala.

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Prima tratta

Deviamo prima per Vrsar osservando il marina da fuori. C’è la possibilità in caso di Bora di ancorare a nord del marina all’esterno del molo. Ci troviamo ancorato il veliero che aveva aiutato a recuperare il tender alla deriva a Kritz. In marina si scorge il solito “impacchettamento”.

Vrsar

Proseguendo si trova il camping Valkanela, fondale basso, si potrebbe pensare di ancorare in caso di necessità per qualche acquisto ma nient’altro.

Valkanela

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Seconda tratta

Decidiamo di rimetterci in rotta saltando un pezzo di costa e puntando su Cervera (Crvar). Il 777 indica un riparo in caso di Scirocco e Bora e la presenza di un ristorante tipico sul molo (lo segno con un tag verde) a SV Marina. Sono presenti dappertutto allevamenti di cozze e la zona mi pare piuttosto squallida.

Cervera

Arriviamo quindi alla baia Mirna a sud di Novigrad. Avevo previsto di ancorare di fronte al camping Lanterna, segnalato su Best Anchorage, fondale limoso, buon ridosso.

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ultima tratta

In realtà anche questo sito è da evitare. A nord c’è una zona di scavi con ruspe e navi che imbarcano massi da centinaia di tonnellate. Rumore sempre presente, acqua torbida, motoscafi dei vicini campeggi con paracaduti al traino.

Arriviamo fino in fondo alla baia passando un fondale di poco più di due metri, sperando di trovare un rifugio tranquillo, ma anche in fondo il luogo è sporco e squallido. Ancoriamo per circa due minuti al punto previsto, giusto per decidere di ripartire e puntare a Carigador circa sei miglia a nord dove eravamo già stati il 3 luglio.

In confronto è un paradiso, baia enorme con gavitelli (a pagamento). Come all’andata, ancoriamo in centro baia in poco più di 7 metri. Non è molto indicata in caso di vento da NO. Il Maestrale entra con facilità e non ci si può spingere all’interno della baia causa profondità molto ridotte. Si è protetti comunque da Bora e Scirocco.

Il sito comunque sa essere incantevole con il tempo giusto. Umidità quasi nulla, barca asciutta. Nonostante sia in una zona molto transitata, la baia è deserta.

Carigador 27-07

I gavitelli di Carigador

Carigador 27-07

Tramonto a Carigador

Carigador 27-07

L’estensione della baia

Guado le mail approfittando di una connessione fantastica e trovo il messaggio di Luca Poletti che mi allega le foto già descritte. Aveva notato la barca in mezzo a tante altre più grandi e si complimentava con noi. Grazie…. 😉

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Un momento di caos durante i preparativi della cena

Sulla euforia della mail appena ricevuta, prepariamo un risotto al Cabernet con un bel soffritto di cipolla e tante croste di Grana  … Ottimo.

La Polizia si ripresenta come all’andata, puntuale quasi sentisse il profumo del riso in cottura, tutto ok, ma anche stavolta non si fermano per un assaggio.

Cenare con questo sfondo è sempre splendido. Ti affascina, ti rilassa e ti prepara per un buon caffè… 😉

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28 luglio 2015 – Carigador – (alla fonda in 7 mt) – sereno – mare calmo

Siamo in anticipo sulla pianificazione, a cinque miglia da Umag. Decidiamo di prenderci un ultimo giorno di relax.

La baia di giorno non offre quasi nulla. Anche se l’acqua è abbastanza pulita, non ci sono approdi interessanti ne un fondale che valga la pena di essere visitato con maschera e pinne.

Passiamo la giornata tra bagni, sole e spuntini. Decidiamo di testare il gancio di accosto con i gavitelli presenti e ci ormeggiamo per la notte.

Alle 17.15 passa l’addetto dell’autorità portuale a richiedere il pagamento del gavitello. 70 Kune con ritiro della spazzatura. Non avendo visto nessuno il giorno prima pensavamo fossero gratuiti. Con la facilità nell’ancoraggio, utilizzare un gavitello a pagamento era abbastanza assurdo. Pazienza, almeno ci siamo liberati di due sacchi di spazzatura.

Alle 17.30 accendo la griglia, “tanto per fare una bruschetta” e così è iniziato un avvenirsi di assaggi che si è protratto anche per cena. Un poco anticipata visto il rinfrescare dell’aria.

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Alle 21 decidiamo per un The sotto coperta per poi pianificare la rotta del giorno dopo.

29 luglio 2015 – da Carigador a Grado con sosta a Umag – 24M – sereno – vento 20kn E – mare 4

Sveglia ore 6.30. Il meteo segnala bora sul golfo di Trieste con possibili temporali sulla costa italiana, ma nulla di importante. Non si segnalano burrasche o altro.

Il vento è già presente al mattino, ore 8 si salpa, alle 9.30 siamo già alla dogana. Dopo 20 minuti lasciamo il porto in direzione Grado.

Il cielo è sereno ma si vedono gli addensamenti previsti sulla costa. Il vento prima al traverso, gira verso SE permettendoci una fantastica andatura in favore di onda e di vento.

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Navighiamo costantemente tra i 5 e i 6 nodi fino all’ingresso delle bocche di Primero quasi surfando sulle onde prima con fiocco e randa ridotti, poi con il rinforzare del vento, solo con fiocco leggermente ridotto.

Testo l’autopilota per verificare come si comporta in queste condizioni: Le correzioni sono rapide e, nonostante sia necessario anticipare l’onda, l’andatura rimane molto stabile. Preferisco comunque prendere il controllo manuale in più tratti per verificare la pressione sul timone ed evitare sforzi eccessivi alla barra.

Alle 13.30 siamo nel canale di Primero. Tre ore e mezzo per circa 20 miglia senza nessun rischio o comportamenti anomali dello scafo.
Le mura alte hanno consentito di rimanere sempre ben al di sopra dell’acqua e lo specchio di poppa non si è mai trovato nelle condizioni di imbarcare acqua.

Due o tre volte ho provato a strambare portandomi di bolina per verificare le condizioni contro vento (una volta per ammainare la randa). Di bolina sicuramente sarebbe stato molto impegnativo farsi tutto il golfo anche considerando che avremmo dovuto bordeggiare più volte percorrendo molte miglia di più. Sicuramente avrei rimandato la traversata aspettando condizioni migliori.

Esperienza comunque fantastica che mi riporta all’utilizzo delle piccole derive dove si sentiva la barca onda su onda. A parte noi e un paio di navi a grande distanza, non abbiamo incrociato nessuno ma il tutto è stato fatto in piena sicurezza, con cima di sicurezza lungo l’asse della barca e cime salvavita sempre allacciate, giubbotti indossati e radio sempre pronta.

Ormeggiamo in marina ma la gru del cantiere è ferma, con questo vento non è possibile alare Kairós e nessuna altra barca. Rimaniamo ormeggiati, approfittiamo per pulire la barca e fare un giretto per il camping adiacente.

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La mappa del marina e del camping adiacente

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Selfie sulla spiaggia di Grado

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Il marina

E diamo fondo alle scorte che dopo un mese ancora ci forniscono il necessario…

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30luglio 2015 – Marina di Primero – nuvoloso – vento 30kn E – mare 4

Purtroppo il meteo segnala condizioni di Bora permanente. L’anemometro è costante tra i 27 e i 30 nodi nonostante siamo in porto. Monica rileva 32 nodi sul display. Nulla da fare. In giornata prepariamo la barca insaccando tutto quanto andrà poi trasferito nel furgone e trascorriamo la giornata in relax.

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28 nodi in porto…

31luglio 2015 – Marina di Primero – nuvoloso – vento 20kn E

Alle sei ancora la Bora soffia ma cala di intensità. Il capo cantiere ci da l’ok per portare la barca nell’invaso per l’alaggio. Inizia la procedura che con il travel lift è uno spettacolo da non perdere.

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Alle 10 siamo parcheggiati all’interno del cantiere dove ci lasciano anche durante la chiusura per il pranzo. Abbiamo così la possibilità di disalberare comodamente e trasferire tutto nel furgone.

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Alle 13 siamo parcheggiati fuori dal marina con la barca in assetto “da roulotte” ovvero pronta ad andare su strada. Il vantaggio è che caricando tutto sul furgone, la barca rimane libera e comoda per essere abitata anche mentre è sul carrello. Abbiamo quindi la possibilità di pranzare e farci un buon caffè

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Alle 14.00 partiamo per rientrare a Ponte Caffaro dopo un fantastico mese di crociera.

Aggiornamento:

Finalmente, a febbraio 2016 termino la pubblicazione del video che prova a raccogliere in 15 minuti l’essenza di quanto sopra scritto.

Un saluto a tutti quelli che ci hanno seguito ed un arrivederci al prossimo anno…

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  1. Enzo ha detto:

    Complimenti vivissimi.
    Quanta sana “invidia”. viene la voglia di imitarti. Amnca ovviamente la preparazione e l’esperienza che a te sicuramente non manca.

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  2. chiara ha detto:

    Ti avrei riconosciuto anche senza le foto. Sei la prova che le vere passioni non tramontano mai. Felice di vedere che la vita to sorride. Buona continuazione!

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  3. Sarah ha detto:

    Siamo felici vi siate trovati bene presso la Marina Primero!!
    Complimenti per il bellissimo blog!
    A presto!!
    Marina Primero Team

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  4. Paddy ha detto:

    Bellissima avventura, complimenti sopratutto per l’attrezzatura da veri marinai e per gli ottimi pranzetti.
    Peccato solo non si possa incrociarci per i periodi diversi e perché la nostra zona preferita è un po’ più a sud.

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    • Luca Ranzetti ha detto:

      Paddy, la tua presenza qui mi onora… grazie della visita. Purtroppo per Kairos arrivare più a sud diventa abbastanza impegnativo. La prima pianificazione 2016 prevedeva le incoronate e un passaggio a Sibenik ma non c’erano margini per prevedere eventuali stop causa meteo avverso. Per il momento quindi stiamo a nord a studiare bene la zona che offre tantissimo. In futuro migreremo senz’altro dalle tue parti…

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      • Paddy ha detto:

        Hai ragione la Croazia è incredibile per la quantità di insenature e luoghi da visitare. Ogni zona richiede almeno 5 anni per essere visitata in modo approfondito. Potendo, l’Istria è sicuramente la zona più bella, verde e ricca di storia.
        Il meteo è proprio quello che mi “consiglia” di rimanere più in basso dove la bora soffia più gentile. La certezza del ritorno ci fa partire in posizione centrale rispetto all’itinerario così da non avere problemi al ritorno.

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